Dei Principi di Spadafora e delle età del Grillo

cantina pregiata siciliana produce vino biologico, dei Principi di Spadafora

di: Caterina Lo Casto, foto di Pasquale Buffa

Questa è una storia vera, una storia rara e ve la voglio raccontare per il gusto di condividere la meraviglia. Nella Contrada Virzì a Monreale vive immerso nelle sue vigne un Principe agronomo. Francesco Spadafora segue i tempi della natura, valori antichi, produce mosti aulici, poeta della cantina, valorizza l’uva, come un grande cuoco sa fare con la migliore materia prima. Il vino prodotto è un insieme di identità, di qualità, di chicchi, di personalità e originalità. Gli ingredienti del territorio, come nella creazione di un grande quadro d’autore, non devono perdersi ma riconoscersi: solo così profumi e sapori creano preziose costruzioni artistiche.

Il Grillo Spadafora è così, raccoglie il sapere accumulato negli anni, da un’intera famiglia, da un’intera civiltà, è cultura in bottiglia. Questa cantina è una grande cucina. Questa cantina è una vita vissuta bene. Dalla passione per la vita, il cibo, e la terra nasce, cresce e invecchia con naturalezza e garbo il Grillo Dei Principi di Spadafora. Assaggiandolo ora si esprime, annata dopo annata, in tutta la sua fresca e giovane identità, nelle sue mutevoli declinazioni olfattive e gustative, come un figlio di questa terra che ha solide radici, e poi si espande sicuro e strutturato, fino a prendere il volo con ali grandi e colorate.

A scrivere è Caterina Lo Casto

Il Grillo 2017 è un giovane Principe selvaggio, Principe G si fa chiamare: verde e giallo, salmastro e acido.

Nel 2014 comincia a crescere, parla così bene, si esprime con gioia, parole al gusto vaniglia e gelsomino, le iniezioni di grillo spumante lo armonizzano nel corpo e nello spirito. Rotondo e molto piacevole.

Il Grillo 2013 è un cavallo rampante, nervoso, si scolora, torna al freddo, verdolino e spiritoso. Carattere difficile.

Con il Grillo 2012 si sta a tavola, companatico per eccellenza, i sapori del mare, morbido e performante, sintesi perfetta di tutti i suoi fratelli. Molto elegante.

Il Grillo 2009 impenna, scalpita, un volo pindarico, gradevole amarezza.

Nel 2008 si accende con toni di Cedro candito, lascia una scia di melassa e miele delicato. Gli anni passano lievi, non c’è segno di vecchiaia, tutto migliora, diventa più saggio, la bellezza si trasforma e le stagioni accompagnano la natura del Grillo in un percorso ciclico, armonico e rotondo. E’ bello crescere e maturare qui a Virzì, tra questi paesaggi dinamici, in questa cantina piena di musica, con l’orto e la cucina come compagni di vita.

di Caterina Lo Casto

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Il Grillo
di Francesco Pensovecchio

Sul Grillo abbiamo accennato più volte e con qualche dubbio in merito alle sue caratteristiche, come vino. Non perché il vitigno abbia meno importanza, anzi, è invece una questione di “giovinezza” di genere e di applicazione pratica. E’ indubbio che il vitigno sia recente (vedi sotto) e che i suoi attuali migliori interpreti abbiano avuto poco tempo e opportunità di studiarlo nelle molteplici condizioni, di clone, di terroir e di lavorazione di cantina. Importantissimo, ad esempio, il momento della raccolta, soprattutto – da un punto di vista climatico – la settimana che la precede. Il progetto “Siriki“, l’Orange ottenuto da una macerazione di 25 giorni sulle bucce ed un anno sui lieviti, aggiunge un indispensabile tassello al nuovo universo Grillo.
Riteniamo l’azienda Dei Principi di Spadafora tra le più attente e capaci di interpretare questo nuovo nato tra i vitigni autoctoni siciliani. La sperimentazione è iniziata molti anni fa e la degustazione “Il Grillo attraverso il tempo“, fatta insieme a professionisti e raccontata qui da Caterina Lo Casto, ha evidenziato delle notevoli potenzialità di cui non avevamo ancora contezza. La verticale ha compreso un arco di tempo lungo 12 anni, dalla 2008 alla 2019, ancora in vasca, così il 2018 (!). E’ per noi un approccio inedito, illuminante sotto molti punti di vista. Sicuramente, insieme ad altre due cantine della Sicilia Occidentale, è tra le realtà che più ha investito su questo Campione siciliano.
Che dire, infine, post-degustazione, della “passeggiata musicale” in cantina? La colonna sonora, anche durante le operazioni di vendemmia: Round Here di Counting Crows, Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini, Hallelujah di Leonard Cohen. Ottima scelta.

Il Vitigno
È una varietà tradizionale della Sicilia. La prima citazione sembra risalire al 1873 (A. Alagna-Spanò) e successivamente in una relazione tenuta da Abele Damiani nel 1885 sulla viticoltura dell’area di Trapani. È certo che dalla fine del XIX secolo, con i reimpianti post filloserici, in sostituzione del bianco, rivelatosi meno produttivo nell’area del Marsala, il vitigno assume una sempre più significativa presenza ed importanza nella viticoltura siciliana e in particolare nella provincia di Trapani. Studi molecolari hanno dimostrato che il Grillo è frutto di un incrocio tra Catarratto bianco e Zibibbo o Moscato di Alessandria (Di Vecchi Staraz et al., 2007, De Lorenzis et al., in litteris) e la sua identità con la varietà Rossese bianco coltivata in Liguria (Torello Mariani et al., 2009). L’origine di questo vitigno sembra debba essere attribuita al Mendola, che ha realizzato numerosi incroci tra i genitori del Grillo, ottenendo il Moscato Cerletti e/o Catarratto Cerletti; quest’ultimo è ampiamente descritto dal Molon nella sua Ampelografia (1906), che invece ignora il Grillo (…).
Fonte: Identità e Ricchezza del Vigneto Sicilia / A cura di Giacomo Ansaldi Dario Cartabellotta Vito Falco Francesco Gagliano Attilio Scienza / Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, Dipartimento Regionale dell’Agricoltura, VI Servizio Assistenza Tecnica in Agricoltura, Programmazione e Sistemi Informativi.


Spadafora è una nobile famiglia siciliana di cui le prime tracce certificate risalgono al 1230. Nei secoli il casato ha avuto il predominio su cinque principati, un ducato, due marchesati, una contea e venticinque baronie. Alcuni dei componenti della famiglia hanno occupato cariche di primo piano nel Regno di Sicilia e in alcuni stati europei. Il fondatore dell’azienda agricola è don Pietro dei Principi di Spadafora, mentre la storia del vino Spadafora in bottiglia inizia quasi vent’anni fa, nell’estate del ’88. L’Azienda Agricola Spadafora sorge in contrada Virzì nel comune di Monreale, a circa 60 chilometri da Palermo: 180 ettari di cui 100 coltivati a vigneti, tra i 250 ed i 450 metri sul livello del mare. Vi si dedica con passione Francesco Spadafora, figlio di Don Pietro, fondatore dell’azienda agricola, che si è impegnato nella rivalutazione dei vigneti autoctoni ed alloctoni destinati alla nascita di vini di qualità. Tutti i vini sono prodotti da uve coltivate in regime biologico, vinificati con pied-de-cuve delle uve e fermentati in assenza di solfiti. Dalla vendemmia 2014, inoltre, l’intera produzione è certificata BIO.

Principi di Spadafora
Contrada Virzì – Monreale, PA
tel. 091514952
www.spadafora.com
Facebook: www.facebook.com/spadaforadeiprincipi
Instagram: www.instagram.com/deiprincipidispadafora

pubblicato il 30 Ottobre 2020 su https://wineinsicily.com